Messa a riposo delle ninfee tropicali

La messa a riposo delle ninfee tropicali si effettua da metà novembre a metà dicembre.
E’ importante che le piante avvertano l’abbassamento delle temperature e la diminuzione delle ore di luce; questo le induce ad andare a riposo naturalmente.
Il sistema di messa a riposo che sarà descritto simula l’estivazione, una specie di letargo a cui sono soggette le ninfee tropicali d’estate nelle zone in cui i laghi si prosciugano: mancando le condizioni ottimali di sviluppo le piante riducono la vegetazione e l’attività vitale, per riprenderla non appena torna l’acqua.

La ‘protagonista’ del nostro reportage è la ninfea Panama Pacific, una splendida varietà tropicale i cui fiori profumano di violetta.

La pianta è prelevata dall’acqua:

Messa a riposo Panama Pacific

Panama Pacific

Anche se il reportage è stato fatto in estate, la situazione vegetativa è assai simile a quella che si presenta in novembre nel momento in cui è necessario metterla a riposo, cioé la pianta è piena di boccioli e piange il cuore a dover intervenire, ma d’altro canto la poverina non potrebbe superare l’inverno a meno che non si disponga di una vasca in serra riscaldata in cui mettere il vaso. In questo caso la temperatura dell’acqua non deve scendere sotto i 15°C e dev’esserci luce.
Se invece si mettono a riposo i tuberi questi devono essere conservati al buio e al caldo, cioé a temperature attorno ai 18 – 20°C.

Si inizia togliendo la ninfea dal vaso:

Estrazione della ninfea dal vaso

come si vede, la pianta è vitale e piena di radici:

ninfea tropicale fuori dal vaso

Si tolgono le radici strappandole:

Strappo delle radici

Strappo delle radici

Strappo delle radici

si ripulisce dalla terra:

Pulizia delle radici

e si lava la pianta immergendola in acqua:

Lavaggio delle radici

e sciacquandola:

Sciacquo delle radici

A questo punto si tagliano le radici:

Taglio delle radici

e la vegetazione:

Taglio della vegetazione

Taglio della vegetazione

Taglio della vegetazione

per evitare che la pianta possa marcire.

Il tubero a questo punto non è ancora stato pulito a sufficienza, ci sono ancora troppe parti a rischio di marciume:

Tubero di ninfea tropicale

perciò si dà un’ulteriore lavata:

Lavaggio del tubero

e si procede ad eliminare il più possibile la parte vegetativa:

Eliminazione parte vegetativa

Eliminazione parte vegetativa

Per pulire togliendo più vegetazione possibile a volte si lascia il tubero a galleggiare sull’acqua per qualche giorno, così poi la pulizia risulta più facile (a volte, con le ninfee più robuste, come la Cerulea, può capitare che lasciando il tubero a galleggiare si degradi la parte vecchia e germogli la parte nuova…).

In questo caso si completa l’operazione lavando molto bene il tubero e togliendo tutti i ‘peletti’:

Lavaggio del tubero

Ecco come si presenta il tubero alla fine del procedimento:

Tubero di ninfea tropicale pulito

Ci son tuberi di altre varietà che si presentano più puliti di così anche senza doverli ‘pelare’ troppo, la forma del tubero può essere più o meno ingrossata.

A questo punto si mette il tubero in un sacchetto per surgelati con la ziplock:

Inserimento del tubero in un sacchetto per surgelati

dopo averlo avvolto in tessuto non tessuto:

Tessuto non tessuto

Si tratta di materiale sintetico di una certa consistenza (da sottofondi, lo si trova dove vendono materiali per edilizia, l’importante è che sia inerte); il pezzo di tessuto deve avvolgere il tubero ma non deve essercene troppo:

Tubero - Sacchetto - Tessuto non tessuto

Si bagna il tessuto:

Si bagna il tessuto

poi lo si strizza bene in modo che sia appena umido:

Tessuto non tessuto strizzato

Si avvolge il tubero:

Tubero avvolto in tessuto non tessuto

piegando il tessuto alle estremità:

Tubero avvolto in tessuto non tessuto

poi si scrive il nome della varietà sul sacchetto:

Scrittura del nome della varietà di ninfea

Si mette la ninfea nel sacchetto:

Posizionamento del tubero di ninfea nel sacchetto

e lo si chiude colla zip:

Chiusura del sacchetto

In questo modo il sacchetto rimane chiuso ma non ermetico perché il tubero deve respirare. A questo proposito bisogna fare attenzione che il sacchetto, quando lo si ripone, non sia piegato, perché altrimenti si sigilla.
Il sacchetto va riposto al buio e al caldo, facendo in modo che resti in piedi.
I tuberi possono rimanere in questa condizione di letargo anche per qualche anno; in questo caso è importante controllare ogni tanto (3 -4 mesi) che non manchi l’umidità ed eventualmente ripristinarla.
Una curiosità: talvolta i tuberi crescono anche mentre sono a riposo!

I reportage sono stati realizzati grazie alla disponibilità e alla cortesia di Bee e di Roberto Cestaro, che pazienti hanno seguito, ripreso e descritto le varie fasi.
Ideazione e testi: Bee.
Foto: Roberto Cestaro.

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