come si fa

Con i ringraziamenti di Alice agli amici della Compagnia del Giardinaggio per l’eccellente lavoro svolto, ecco un altro “luogo” adatto a questo utilissimo reportage, prima che venga trasferito sul wiki…

Contents:

INVASO DELLE NINFEE

Allora, come promesso, eccomi con il reportage sull’invaso delle ninfee (l’uomo era ispirato… ;-).

L’idea è quella di tenere il reportage sul forum finchè gli esperti, magari anche la signora Alice stessa, han controllato tutto per bene, che non mi sia scappato di scrivere qualche stupidaggine, eppoi di trasferire tutto sul wiki.

Ecco la prima “paziente” bisognosa di cure, una superba Attraction che ormai scappa irrefrenabilmente fuori dal vaso:

Ecco i vasi che verranno usati, quello nero è destinato alla Attraction, perchè la signora ha notato che, anche se le ninfee amano soprattutto avere vasi larghi, un po’ di profondità in più non nuoce, in particolare con esemplari esuberanti:

Dopo aver tolto il vecchio vaso, la signora taglia il pane di terra che circonda la ninfea con un bel coltello affilato:

Viene quindi lavata via la maggior quantità possibile di terra residua, poi vengono eliminate le foglie vecchie tagliandole alla base dello stelo:

Questa ninfea ha un rizoma Marliac, dal nome del più importante ibridatore, devo però confessare che non so niente sull’argomento Embarassed , quindi spero che qualche esperto vorrà intervenire aggiungendo le informazioni che non sono in grado di dare (ri Embarassed ).
A questo punto va deciso il punto di taglio, di solito ad una decina di centimetri dalla corona:

e si taglia:

Ora si controlla che sulla parte residua non ci siano degli altri rizomi più piccoli, in questo caso non ce ne sono:

Si procede infine al rinvaso, mettendo per prima cosa un pezzo di nylon sul fondo del vaso:

Il nylon non ha nessuna funzione colturale, serve semplicemente per evitare che la terra scappi dal vaso quando lo si dovesse togliere dall’acqua.
Sul fondo del vaso si mette uno strato di terra di campo:

un po’ di letame pellettato:

e del concime granulare a lenta cessione:

Si posiziona il punto di taglio del rizoma appoggiato alla parete del vaso, in modo che l’apice vegetativo della pianta abbia tutto lo spazio possibile per svilupparsi:

Il rizoma va messo inclinato verso l’alto, la signora Alice indica con il braccio l’inclinazione corretta:

Si riempie con terra:

e si aggiunge poi uno strato di sabbia, che serve ad evitare che l’acqua si intorbidisca quando vi si mette il vaso:

Si compatta bene:

Una pulitina al vaso:

si scrive il nome della ninfea:

ed infine la si mette in acqua, facendo in modo, se possibile, che la corona sia a circa 50 cm di profondità se la ninfea è rustica; invece, se la ninfea è tropicale, la corona va a circa 30 cm.

Ecco un’altra bella dama bisognosa di cure, la Colorado, che viene svasata:

privata del pane di terra in eccesso:

lavata:

In questo caso, il lavaggio mette in luce un buon numero di rizomi secondari:

Vengono eliminate le foglie vecchie (in questo caso, praticamente tutte):

Prima di tagliare, si separa un rizoma secondario troppo vicino al principale:

si taglia:

Il rizoma secondario è a sua volta costituito da due rizomini che vengono divisi (questi piccolini la signora li mette nel mastello di coltura della varietà corrispondente, dove provvederanno a diventare grandi e robusti):

E di nuovo, il nylon sul fondo:

uno strato di terra di campo:

Concime granulare a lenta cessione:

Letame pellettato:

Anche qui il rizoma viene posizionato inclinato verso l’alto, con il taglio attaccato al bordo del vaso:

Si riempie di terra:

Si aggiunge la sabbia:

lasciando uno spazio se si vuole mettere della ghiaia, utile se ci sono carpe koi, che hanno il vizio di andare a frugare nei vasi, scalzando le piante:

Più grandi sono le carpe, e più la ghiaia è meglio che sia grossa:

Un pulita al vaso:

il nome:

e infine la messa a dimora, mentre i pesci accorrono curiosi:

Questa modalità di invasare le ninfee si applica alle ninfee rustiche; le ninfee tropicali richiedono una procedura un po’ diversa che magari descriveremo in occasione dell’acquisto della mia prima tropicale.

Chi volesse vedere qualche bella ninfea fiorita del vivaio Lilium Aquae:
http://www.compagniadelgiardinaggio.it/phpBB2/viewtopic.php?t=12647 qui troverà anche i nomi degli esemplari fotografati.

INVASO DEI FIORI DI LOTO

Siamo andati al vivaio Lilium Aquae a portare alla signora Alice gli stoloni del mio incontenibile loto nano, Nelumbo Xiao Bi Tai, che è riuscito a scappar fuori dai fori del vaso, fornendo quindi materiale per nuove piante; a questo proposito, son d’accordo con la signora che le persone della Compagnia che acquisteranno lo Xiao Bi Tai avranno uno sconto sul prezzo, quindi fatevi riconoscere da lei!
Eccomunque, sconto a parte, posso decisamente consigliarvelo, il mio lotino: è proprio bello, fiorito per tutta l’estate, vigoroso, con i fiori bianchi vaporosi che sembrano delle meringhe…

Ordunque, già che eravamo lì, abbiam colto l’occasione per realizzare un reportage sulla divisione e l’invaso dei loti, dal momento che il periodo in cui è possibile farlo è assai breve, essendo ristretto a marzo e aprile.

Ecco i vasi che verranno utilizzati: quello nero è predisposto per essere messo all’interno di una vasca o di un laghetto, mentre l’altro non è forato e verrà riempito d’acqua e messo in giardino. Le dimensioni del vaso nero sono abbondanti, basterebbe anche un vaso da 35, ma ai loti piace avere molto spazio

Ed ecco l’Ape che annota scrupolosamente tutto per il reportage (notare la finezza della maglietta con i loti pure lei…:

Ecco la signora Alice che si accinge a togliere dall’acqua il rizoma di un loto, il Nelumbo Hong Lin Jin, che deve essere diviso ed invasato:

Estrazione della “bestia” dalla vasca:

e posizionamento su un piano di lavoro:

A questo punto si individuano i tuberi più interessanti all’interno della massa del rizoma, facendo molta attenzione nel manovrarli perchè sono molto fragili.

I tuberi devono avere almeno un internodo, se non due quando sono piccoli (gli internodi piccoli hanno poca energia, quindi ne occorrono almeno due perchè si sviluppi una nuova pianta vigorosa).
L’internodo è lo spazio tra due nodi:

Ecco un tubero di Nelumbo Pulchra, una delle varietà più grandi, con tuberi enormi:

ed ecco il Nelumbo Mrs. Perry D. Slocum, anch’esso bello robusto, indicato dal marito della signora Alice:

Torniamo alla divisione del rizoma, si individua il tratto da cui ottenere il nuovo tubero:

e si taglia:

In questo modo si suddivide tutto il rizoma, dopodichè la cosa migliore è invasare subito i tuberi, in modo da avere il miglior attecchimento.

Eccoci quindi alla seconda fase: si parte dal vaso nero, si posiziona un nylon sul fondo, per evitare che la terra scappi fuori:

e si comincia a mettere terra di campo, riempiendo circa un terzo del vaso:

A questo punto si aggiunge circa un cucchiaio di osmocote start (a cessione programmata, ma abbastanza veloce, in modo da dare subito un buon apporto di nutrimento):

e due cucchiai di letame pellettato:

Si mette poi un altro strato di terra, in modo da evitare che il tubero sia direttamente a contatto con il concime, riempiendo quindi il vaso circa a metà:

e, non indispensabile ma utile per evitare che la terra intorbidi l’acqua quando vi si mette il vaso, uno strato di sabbia di circa 3 centimetri:

che viene poi spianato:

A questo punto si lava il tubero e si tolgono le radici vecchie, che possono essere fonte di marciume:

Si appoggia il tubero sulla sabbia, non è necessario scegliere una posizione particolare, basta solo appoggiarlo sulla sabbia, poi si arrangerà lui ad ancorarsi con le nuove radici (ho modificato questa didascalia per rispondere ad alcuni dubbi):

e si mette un piccolo peso per tenerlo fermo:

Una pulita al vaso:

poi si scrive il nome della varietà:

ed infine si immerge il vaso in acqua, lentamente per non muovere la sabbia e il terriccio:

E’ necessario che il tubero appena invasato senta il calore del sole per potersi sviluppare al meglio, quindi il vaso viene messo ad una profondità tale che sopra al tubero ci siano circa 10-15 centimetri d’acqua al massimo, oppure si può coprire la vasca con un nylon.

Si passa ora all’altro vaso:

che, non essendo forato, non ha bisogno di nylon sul fondo, e che viene quindi riempito direttamente con la terra di campo per circa un terzo:

A questo punto si aggiunge l’osmocote start:

e il letame pellettato:

Ancora terra fino circa a metà:

poi uno strato di sabbia:


Si lava il tubero, lo si ripulisce dalle vecchie radici (quelle nere):

lo si posiziona sulla sabbia:

e lo si ferma con un pesetto:

Si scrive il nome della varietà:

e poi si riempie il vaso d’acqua, con cautela per non creare sconquassi terribili, quindi NON come in questa foto :

ma utilizzando invece un coperchio come questo, oppure un piatto:

Alla fine dell’opera ecco la signora con il marito che riempiono assieme il nuovo vaso con la giovane creatura: